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I freni alla comunicazione ambientale – quarta parte

di Federico Rossi

Dopo aver analizzato le prime tre cause che frenano le aziende ad approcciare la comunicazione ambientale (“non serve”, “paura del passato”, “paura delle reazioni”) oggi analizziamo l’ultima direttrice: la paura della complessità e del cambiamento.

4. Paura della complessità e del cambiamento

Se la sostenibilità deve diventare un elemento fondante il dna aziendale, se questo deve tradursi in una revisione e in un miglioramento continuo dei processi e dei prodotti, se il tutto deve portare a un cambiamento di paradigma è inutile negare che “essere sostenibili” è complesso.
Le aziende però sono abituate a gestire la complessità.
Negli anni, molte di queste hanno varcato i confini domestici per andare a proporre i propri prodotti in mercati distanti e poco conosciuti, hanno avviato processi di innovazione tecnologica che le hanno portate a ingegnerizzare e industrializzare processi inizialmente nati come artigianali, hanno applicato modelli organizzativi strutturati.
Tutte cose molto complesse e tutte sfide vinte.

Non vogliamo dire che la sostenibilità sia una sfida semplice.
Sicuramente richiede visione e competenze.
Sicuramente richiederà di uscire dalla propria zona di comfort modificando processi stratificati e in alcuni casi influenzando rapporti consolidati con i vari attori della catena del valore.

Ma se la sostenibilità è ormai una “tendenza ineluttabile”, se chi non è sostenibile è destinato a uscire dal mercato, allora l’impresa dovrà dimostrare ancora una volta di avere coraggio.
Magari non da sola, magari cercando di capire come altre aziende “ce l’hanno fatta”.
Questa oggi rappresenta una sfida da affrontare e da vincere.

Nascondersi dietro la paura del cambiamento e della complessità non serve.
Il mondo andrà avanti comunque.

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