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Il packaging come strumento di comunicazione della sostenibilità

di Federico Rossi (articolo pubblicato su nonsoloambiente.it)

Il packaging rappresenta, senza dubbio, un ottimo strumento di comunicazione di sostenibilità. Grazie a una scelta oculata dei materiali e a un utilizzo corretto dell’imballaggio, l’azienda può, infatti, comunicare il proprio “orientamento ambientale” addirittura sfruttando due direttrici distinte.

La prima è strettamente dipendente dalla scelta stessa dei materiali. Una scelta che diventa indice di attenzione verso l’ambiente se va nella direzione di materiali riciclati e riciclabili e di soluzioni che permettano un facile riutilizzo e un conseguente allungamento del ciclo di vita del pack.

Optare per materiali riciclati, soluzioni minimaliste o addirittura per l’assenza di packaging secondario può amplificare e rendere evidente al pubblico la scelta ambientalista fatta dall’impresa. Non necessariamente l’orientamento “green” deve penalizzare gli aspetti estetici e di funzionalità, anzi, se vogliamo che la sostenibilità diventi realmente un paradigma evolutivo condiviso deve uscire da quella sfera di austerità, quasi di privazione, che l’ha spesso caratterizzata fino a pochi anni fa. La sostenibilità quindi non deve essere letta in antitesi con i concetti di bellezza, positiva ostentazione, ergonomia, performance. E su questo fronte anche il packaging può giocare un ruolo importante.

La seconda direttrice, valida soprattutto nei settori b2c e in tutti quegli ambiti dove la prossimità con il consumatore può influenzare in modo diretto il processo di acquisto, utilizza il packaging come “media” per veicolare ulteriori informazioni di sostenibilità verso il pubblico. Pensiamo, ad esempio, al labeling nel mondo del food, utilizzato non più solo per esaltare il posizionamento nello scaffale ma per trasmettere una serie di informazioni puntali e circostanziate che possono rivelarsi preziose per rispondere ai criteri di selezione utilizzati da un consumatore sempre più attento agli aspetti di genuinità e di sostenibilità dei prodotti.

Anche nel mondo b2b, però, il packaging presenta una notevole rilevanza in quanto la scelta dei materiali e la conseguente facilità di smaltimento e/o riciclaggio incidono sugli impatti calcolati nelle analisi LCA – Life Cycle Assessment. Così, la soluzione adottata da ogni singola azienda influisce sugli indici ambientali di tutta la filiera.

Proprio il concetto di Life Cycle Assessment deve fare da bussola per valutare il reale grado di sostenibilità anche dell’imballo. Un caso significativo su questo fronte potrebbe essere quello degli shopper in materiale bioplastico che, dopo l’abolizione del 2011 delle borse in plastica, hanno portato sicuramente un vantaggio ambientale evidente.

Il periodo di introduzione di queste soluzioni, però, non è stato così agevole. Infatti, per essere realmente apprezzati e percepiti come sostitutivi e migliorativi dei precedenti, i nuovi shopper dovevano garantire le stesse prestazioni meccaniche delle soluzioni tradizionali, e non sempre è stato così. I nuovi sacchetti presentavano, in alcuni casi, una resistenza alla lacerazione minore rispetto a quelli tradizionali e questo incise negativamente sull’iniziale apprezzamento del nuovo prodotto più ecologico. Allo stesso tempo la minor resistenza del nuovo shopper costringeva il cliente, a parità di merce trasportata, a utilizzarne di più.

La reale valutazione dei benefici ambientali, quindi, avrebbe dovuto tener presente non solo del vantaggio della biodegrabilità della nuova soluzione ma di tutti gli impatti complessivi del ciclo di produzione ovviamente parametrati su una diversa quantità di sacchetti utilizzabili per trasportare la stessa quantità di prodotto. Per i vecchi sacchetti in plastica si sarebbe potuto, inoltre, prevedere un’azione volta a cambiare lo stile di consumo per esempio stimolando il riutilizzo dello shopper o il recupero della plastica magari per prodotti rigenerati o di seconda vita? In questo caso un’approfondita analisi LCA avrebbe certificato i reali contributi ambientali dando un fondamento scientifico alle sensazioni e al diverso percepito che accompagnava le due soluzioni.

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